Maoismo digitale: i pericoli del nuovo collettivismo online – Jaron Lanier

In “Digital Maosim”, an original essay written for Edge, computer scientist and digital visionary Jaron Lanier finds fault with what he terms the new online collectivism. He cites as an example the Wikipedia, noting that “reading a Wikipedia entry is like reading the bible closely. There are faint traces of the voices of various anonymous authors and editors, though it is impossible to be sure”.

DIGITAL MAOISM. The hazards of the new online collectivism

Leggi l’articolo originale su Edge

 

“Data visualization”

Lista siti web

https://earthtime.org/stories/the_good_and_bad_of_globalisation

Coolors.co

Fast color scheme generator for your visualization projects.

Flowing Data

Flowing Data explores how statisticians, designers, data scientists, and others use analysis, visualization, and exploration to understand data.

DataVizProject

The Data Viz Project presents all relevant data visualizations, so you can find the right chart.

Data Visualization Catalogue

The Data Visualisation Catalogue is an on-going project developed by Severino Ribecca. It is a great reference for information on different chart types and methodology.

Visualising Data

Andy Kirk’s Visualising Data is an award-winning site providing readers with a rich variety of content that charts the development of the data visualization field.

Our World in Data

Our World in Data is an online publication that shows how living conditions around the world are changing. It shares this information through interactive data visualizations and research data.

google charts

R-graph-gallery.com

https://gephi.org/

http://www.visualcomplexity.com/

50 incredibili fonti di dati gratuite Leggi l’articolo sul blog di infogram

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Approfondimenti:

Benessere digitale

“Benessere Digitale”®  è un Centro di Ricerca che si occupa del rapporto tra media digitali e qualità della vita. Il Centro ha dato vita a diversi progetti di ricerca in quattro aree di interesse (vedi “i progetti”), con un approccio interdisciplinare. Il Centro di Ricerca è affiliato al Center for interdisciplinary Studies in Economics, Psychology and Social Sciences (CISEPS).

Il “benessere digitale” è la condizione di chi sa sfruttare le crescenti opportunità messe a disposizione dai media digitali, sapendo al contempo controllare e governare gli effetti delle loro dinamiche indesiderate.  A questo scopo occorre possedere un vasto spettro di competenze specifiche, relative agli strumenti, alle informazioni, alle relazioni online, alla creazione di contenuti e, non ultime, alla gestione del proprio tempo e della propria attenzione.

http://www.benesseredigitale.eu

 

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Video Raiplay. presadiretta. Iperconnessi

 

Cittadinanza digitale

Per cittadinanza digitale si intende la capacità di un individuo di partecipare alla società online. Come ogni attore di una società, il cittadino digitale diviene portatore di diritti e doveri, fra questi quelli relativi all’uso dei servizi dell’amministrazione digitale.

Ecco alcuni riferimenti al proposito

definizione wikipedia.org

definizione enciclopedia treccani

definizione delle competenze digitali europass

blog www.cittadinanzadigitale.eu

blog insegnantiduepuntozero

sito agendadigitale.eu

sito programmailfuturo.it

sito istituzionale teamdigitale.governo.it

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Cos’è il pensiero computazionale

Per caratterizzare sinteticamente il rilevante contributo culturale apportato dall’Informatica alla comprensione della società contemporanea, la scienziata informatica Jeannette Wing nel 2006 introdusse l’espressione “pensiero computazionale ” (vedi l’articolo originale – in inglese).

Prima di fornire qualche spiegazione su cosa si intenda con questa espressione, vi invitiamo a guardare il seguente spezzone video, tratto dal film “Apollo 13”.

Leggi l’articolo sul sito “programma il futuro”

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Una storia Olivetti: Natale Capellaro, la genialità  di un autodidatta

Natale Capellaro nasce a Ivrea il 22 dicembre del 1902, secondo di tre figli. La sua è una modesta famiglia di calzolai che si guadagnano da vivere producendo e vendendo scarpe a tre lire al paio. Natale, ancora ragazzino, chiede spesso alla madre di poter lavorare, ma ogni volta si sente rispondere che è troppo giovane e che è più importante dedicarsi agli studi. In realtà, riesce solo a completare gli studi elementari e a seguire per un paio di anni le scuole serali (allora si chiamavano “tecniche”).

Si capisce presto che Natale non seguirà le orme dei genitori: gli piace lavorare il ferro, costruire degli oggetti, tanto che provvede a fabbricarsi da solo i giocattoli che nessuno gli può regalare.

La sua speranza, come quella di tanti altri giovani di Ivrea in quegli anni, è di entrare a far parte della Olivetti. La ditta è nata da poco, nel 1908, ma sembra ben avviata ed è guidata da Camillo Olivetti, una persona stimata, molto sensibile ai problemi dei suoi dipendenti. Natale fa qualche breve esperienza di lavoro in una tipografia, ma poi riesce a farsi assumere dall’azienda eporediese, dove lavorano 350 persone: è il 7 dicembre del 1916.

Non ancora quattordicenne, il giovane Natale viene assegnato come apprendista al reparto montaggio della M1, la prima macchina per scrivere della Olivetti, dove impara operazioni molto semplici; guadagna 7,50 lire alla settimana. La precisione e la voglia di fare di Capellaro vengono subito notate e premiate con un aumento di stipendio per merito: 30 soldi al giorno, una vera fortuna per un giovane di quel tempo. Sono i primi passi di una brillante carriera tutta percorsa all’interno della Olivetti.

Leggi la storia

collegamenti:

31 maggio 2019 – Festa di Radio 3, Cesena_Filo rosso_L’invenzione delle cose. Da Leonardo al design – Con Enrico Morteo, musica del sassofonista Fabio Petretti

UNIVAC – Computer History Museum

UNIVAC

L’informatica irrompe nella cultura popolare con UNIVAC (Universal Automatic Computer), probabilmente il primo computer a diventare un nome familiare.

Una macchina versatile e generica, UNIVAC nasce da un’idea di John Mauchly e Presper Eckert, creatori di ENIAC. Proponevano un tabulatore statistico all’Ufficio di censimento degli Stati Uniti nel 1946 e nel 1951 l’UNIVAC I superò i test del Census Bureau.

In sei anni, erano stati installati 46 sistemi UNIVAC da un milione di dollari, l’ultimo operativo fino al 1970.

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https://www.computerhistory.org/revolution/early-computer-companies/5/100